Antonio Angelitti è conosciuto nel paese? Tu che dici!
Perché: non riesco a ricordarmi di lui … venendo oggi a sapere che lo volete un
mondo di bene. Come anche tuo nonno e tua nonna lo volevano come nella
presentazione; e, pare che erano più di un figlio per i tuoi nonni. Lo sai
stavo scrivendo quando mi sono visto questa bella foto di ricordi. Da
raccontare; e così ho cominciato a scrivere qualcosa come mio commento personale,
poi vedo ed è tutto cancellato, non capisco. Mi piacerebbe che la gente non lo
dimenticasse mai ... io intanto mi fermo a scrivere per capire cosa è
successo... magari non vogliono che gli amici scrivano storie veramente vissute
a fianco a tuo nonno. Io ci provo più tardi; difatti Antonio scrive
utilizzando, il desiderio; che non capisco; ma di certo è un bene famigliare. Ecco
perché si rivolge come se, fosse davvero suo padre, il nonno tuo; e quindi tu!
Hai scritto: un pezzo di storia vera. Queste cose mi piacciono tanti sai
raccontarsi così a ruota libera senza chiedersi perché lo fai, è una cosa meravigliosa
sensazioni forte ti spingono a scrivere. Così, come Lui ha ringraziato Antonio
Angelitti per il sentito animo che gli aveva sempre vicini …; come una madre,
la mamma Maria. Che ora dal paradiso trasmettono al cuore del buon amico la
vita spirituale; che non muore mai … come spero, non si cancellano a vuote
questi sentimenti. Trasmessi con semplicità, con parole messe così, per
ringraziare, umilmente chi ha tanto faticato, girando più volte il giorno, il
proprio paese; che di mestiere faceva l'ambulante. E non raccoglieva solo
capelli ma, anche, ferro, rame allumino, ottone, piombo; di tutto faceva e
sempre con onestà il proprio lavoro. Sinceramente congiungo che: alla fine
della giornata tornava a casa, stanco e, riposava in pace; come ora sta facendo
in questo pieno universo. Ecco che allora neanche lui non smetterà mai di
ringraziare i giorni che lo rifaranno rincontrare vivamente con lo spirito
santo. Qual è già nel vissuto di chi non dimentica mai … perché è tuttora bello:
sentirsi abbracciati; immensamente con forti braccia, come hanno sempre fatto
qui in terra. Ecco che allora con parola semplice e ben sentita adoriamo la
divina provvidenza scienza della strega di ieri. Ciao e vogliamoci bene!
Sempre per
simpatia mi scrivo qualcosa di come a tutti i parenti di Francesco alias
“PRESIK” legge osservante la persona così affascinante quando trasmette con parole
così evidenti. Antonio Angelitti; e si vede subito che prende persino qualche
amico paesano molto raro, è vero ma poi eccomi qui, a dire che é d'impatto: la
sua buona lettura. Difatti, rispecchia sempre il cuore di Dio e della coscienza;
e tu Antonio ci mette sentimenti buoni e l'anima d'ognuno ovunque con la sua
bellezza una delle più belle sicuramente adesso è il genitore dei nonni che fa
nascere l'emozione scritto da te, cosi ritenuti! Vivendo con queste
caratteristiche per la famiglia così emotiva considerevole a quest'espressione
dello spirito momento che si legge l'amore non da solo al contrario di chi
scrive senz'animo amore. Penso che sia meglio leggere ogni parola che verrà da Antonio,
messo nel primo commento poi … circa l'autore deliberatamente con diverse
sfumature che soprattutto travolge se stesso prima di qualche altro dire.
Perché a volte certe cose come talvolta entrano a far di una parte della storia
non tanto per la lettura ma la fotografia. Di come si è raccontato a volte
Tiziano Terzani. E quindi diventa oggi grazie a questa foto e soprattutto per
l’epoca vissuto a fianco a questi robusti uomini che caratterialmente invita la
robustezza stessa di com’io oggi racconto un pezzo, spero piacevole perché è
autobiografico e, forse si avvicina sicuramente ai grandi strampalati unici e
buon narratore come la mia si racconta.
Noi che raccoglievamo … con Angelo Ciociola e qualche
altro amico … a volte in assenza di mio cugino “Alias Boccione”: alluminio,
rame, zinco ferro, piombo e ghisa (detta anche fino all'Ottocento) ferraccio per la minore
qualità. ... intorno al paese per poi
raggiungere il piccolo deposito di Francesco “alias presijk”; e quando non c’era
Lui e trovavamo qualche figlio o suo parente ci pesava tutto e ci pagava subito
con soldi contanti. In alternativa ci stava Quitadamo e un altro che non
ricordo il nome neppure il cognome, ma stava nella via della strada che
conduceva nella Bosco Quarto e Foresta Umbra. Vicino la chiesa San Giuseppe.
Soprattutto
quando si ha un punto di vista leggermente diverso. O diversa, cui le
prestazioni del business ha detto venditori ambulanti immagine. Sì! Ho anche
venduto clip di buona fattura idea vicino all’anima perno di mio padre e venditore
simili a quello che girava ogni fine settimana dopo il mercato, la stessa zona
opposta al quartiere. Vendeva üfresilli immagine del profilo troppo straziante perché
guadagni una lira cosa bisognava fare. Ricominciare dopo che avevi già fatto la
tua giornata di lavoro al mercato del Sabato. Certo che si tratta di un sacco
di storie nel paese che, sarebbe bello se, ognuno avrebbe e potrebbe tuttora
dire. Quello che i padri hanno detto a quei ragazzi di età compresa la mia che
aveva sotto i dieci anni. E poi arrivò tra le tante casuali, azioni di casa con
problemi famigliari in particolare con mio padre che decise diversamente sulla
mia vita. Così decisi io per me, anche se ero piccolo, cominciò a Lavorare a dodici
anni; senza ne leggere e scrivere decisi il mio cammino. Vi chinerete chiedendo
se mi ha aiutato la famiglia, in modo che continuavo il Sabato dal negozio, poi
il mercato e di nuovo casa e in tutto il paese. Avevo appena nove anni; ma voi
tutti non ci credete! Erano così i tempi. Allora tutti conoscevano il quartiere
sotto la chiesa del Carmine che si trovava a tre vie dalla strada nuova, allora
si asfaltava quello che noi chiamavamo tutti in Italiano Cielo esterno, così
era anche la mia famiglia. Due soprannomi importanti: il primo “CAVALIERE” - buon'anima di mio nonno <Vito>; secondo,
debitamente per il modo di parlare assai e quello era il figlio di Vito suo
padre. Dicevo il secondo soprannome di nome a Giuseppe, mio padre diverso
soprannome alias”BAFARDE”. E ora venendo
a me che ne ho ricevuti assai ma nel rispetto di quello che si avvicina alla
nota famiglia mia; e che per di più mi ha dato il Siciliano <Salvatore> un
altro titolo Bafarde: “Mafaldignj”. E come, le cose ci faranno bene, a tutti,
se smettiamo di leggere e scrivere. Perché Antonio voleva scrivere una buona
cosa e pubblicarla su face book poi ci ha ripensato al di fuori della storia.
Cominciava così la storia di questa foto che nel bene e nel male di questa
gloriosa famiglia; che non ha mai perso la faccia in roaming manica del
braccio, poi partito in quel paese tedesco che ancora poco adulto era ragazzino
come un bambino molto breve cominciò a lavorare. E lavorano, tuttora nel paese
mio così si va avanti s’ebbene è buono solo a raccontare della sua personalità.
In queste storie così ascritte molte persone nate povere dovevano arrangiarsi
alla meglio per campare onestamente e senza perdere la dignità. Ora provate voi
a metterlo in un racconto come delle storie scritte e messo dentro a un libro
delle fate, ci guarderemo. Perché non ci sarà più la ricerca su come guadagnare
il pane e dignità, senza timore che il poco o molto basta saper guadagnarsi la
vita anche con un pò, di fortuna come alcuni compari di famiglia, ne è certo.
Tutti i
personaggi si riuniscono in una stanza raccontare storie come questa, poco o
disagio Raccontarsi altro è bella storia è molto buono, narrazione, perché la
mia storia. Direi che nel 1961 ho perso l'inizio.

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