Per un montanaro Michele Altavilla
E come amico può affermare con certezza che perdoniamo
sempre chi va in cerca d’autore; noi la croce, la conosciamo e sappiamo cosa
rappresenta. Come elemento spiegabile con la fede e con le colpe che ascriviamo,
raccontiamo senza brutalità ma solo con modo e norma perciò faccio appello a
chi sa riconoscere la fabbrica credibile e non di comodo che la più onerosa. Ho
capito subito dal primo momento che hai cominciato come eguali ci metto
pasquale Troiano che sa guadagnare la stessa fiducia e rispetto per chi sa
guarire la cultura e le tradizioni del nostro paese . che come ultimamente il
nostro grande donato troiano, antonio Iaconeta portino avanti salvando il paese
da calunnie e falso perfetto1 ti assicuro che guardo il mio paese a prescindere
di chi l’ha saputo meglio governare. Intanto a precedere diciamo a voce alta
che in Monte Sant’Angelo la parola “mafia” non dovrebbe far tema se a livello
nazionale manifestasse la paura perché c’è di forza se ritocchiamo in chiunque,
avesse affiliato come i nomi da svelare sebbene dicano noi, non conosciamo. E
se ci fossero tra i politici e potessero farsi carichi sicuramente ci sarebbe
da scrivere questo nuovo metodo della politica di oggi. E che nella giornata stessa
si legge il nuovo metodo come questo slogan mafioso, per proteggere i loro interessi,
le loro famiglie sono qui a dire: è vietato uccidere. Facciamoci una ragione
perché a questo punto il paese è dei nostri paesani; che appunto sono molto
chiari, sul tema mafia politica, ovviamente nessuno può spaventare chi comanda
e, soprattutto il commissario. Che deve andare via perché non sempre il paese è
delle meraviglie di chi facendo il mafioso crede di imbrogliare la gente che ha
occhio e orecchio per sentire l’effetto negativo che vive ovviamente il paese.
Appare strano ma è così che oggi vivono i mafiosi; incalliti dal pensiero di
ciò che ha saputo estorcere poi godono i nipoti anch’essi senza scrupoli.
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