lunedì 20 ottobre 2014

20.10.2014Mario il panettiere canta il sabato

A tema libero come fanno i giovani d’oggi - liberamente falso in tutta la bugia ossimoro a questa verità disoccupata. Già a lavoro per prendersi loro stessi a pesce in faccia; e si prende la loro allegria vera e pura al cento per cento. Perché la ditta è napoletana e sotto prova esattamente come la cantava nel dubbio la mala femmen e non permetteva a nessuno di farcela rubare e scherzando e cazzando vive meglio del maresciallo padre di questa grezza felicità. Sempre ride ricorda Mario più grande cantante napoletano e un genere nuovo per differenza e, vive dell’invito che gli piace improvvisare. Capirai - Mario è così, cosa ci vogliamo fare con questa improvvisata canzone - niente -! Deve avere nulla perché non serve più faticare con lo sguardo che: sempre ride. E bah! Esclamazione di Lui, in questa giusta canzone straordinaria che fa. E interviene liberamente il capo fornaio che il pane è di casa solamente a dire che non è lavoro dei santi. E c’è bisogno della carne cruda peccare di più in questo confine tendente all’amore principalmente con mente superiore a far successo. E tu c’è l’hai il cane che morde e vuoi la coda del gatto per fare da meglio entrando nel successo. E tu non hai tutti i torti cercare il possibile per un corpo che non ha da perdere l’amore delle guaglione. Di questa cosa così bella intonato all’invito d’Antonio, resta il canto che non stanco Mario. E per questo v’invito a non perdere Mariuccio con il muso superato pittato <tinto> il super panettiere di questo immenso viaggio e, ci mette a ridere insieme con lui come il napoletano perfetto ma soprattutto innamorato. Assolutamente ricordiamo soprattutto al giovane senza titolo. Sta tranquillo e canta così in modo particolare che è interessante e buono. C’è da dire che è intonata buona per me e te da far sentire che il sabato è una provocazione per non cominciare male la giornata. Meghij! De la dumènek  che in qualche modo u Sabbete stèeme bbune a cantè o poste de scij a sentij la mèsse de ch o rutte u pesciature a dice ka isse stè a fatiijè. Vai Giuah! Ka ce pièce pur’ a Nui de cantè fore la chijese come li uagnune de Napele stanna asciuquè e non insistano nella prova che è importate e modificato soprattutto come canti Tu! Che fai di rivelazione i conti nostri. Vai Giuah! Esclamiamoci insieme nella pazzia a volerci divertire con gli altri soprattutto per conto della nostra anima - viva la canzone del capace pezzo del fornaio-. Che ci ricorda salutandoci tutti con una giornata di sabato tutta per noi. Bravo!









































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