Mi fu letto… come altrettanto… incompreso - riscrissi,
leso, ove l’arte mia: superlativamente leggera (premia il concetto privo di
significante ascritto). Cercavo ciò che in me s’era solo assopito; ora gli
occhi tuoi vedono gli orecchi d’altri ascoltino ciò che la bocca mia parla, per
esprimere il daccapo.
Non fu
riconosciuto: come potevano capire la parola del soggetto fedelmente a sua
immagine e somiglianza altruisticamente fu corrisposta dal sia essa succinta il
parlato dal sia ovunque il dunque assentimento
mi fu superfluo il dettato spiritualmente assente con la parola in famiglia, scritto
per conoscenza a Dalmazio; residente in Via Napoleone N°1 - 22100 Como.
Per aver
ricevuto io tanto…senza aver offerto molto”. <Ago> fratello del principe
della pace. Il Salvatore mi consegna personalmente queste cinque parole
- De
rison ov de sison - tradotte in Italiano orale e trascritto dal
parlato semplice l’inglese “Americano” Nessun
uomo perdente ha degli amici; perciò dubitativa dell’interrogativo, che non è scritto
daccapo…
L’anima se corrisposto con la parola del vangelo
s’addentra lo spirito è vince la vita. Fin qui affermo agli amici sinceri come
quelli conosciuti nella Chiesa, che è vera il sostentamento di questa lettera
ricordo! Non saggiamente scritto assai, perché promesso di farlo durare questa
paga spesa così; come vado per dettare allo spirito di chi si sente lettore
della mia vicissitudine prolungata da parole e pensieri superflui. Solo, ora
che, promisi quantunque, ovunque assenti, il succinto, uscisse come chi il
saggista si perde, ancora e tuttora per aver pagato troppo il tempo del
principio dubitativo liberale l’uomo per nessuna ragione spirituale naturale si
deve prostituire alle anime, succube della loro concisa preparazione in lettura
del peggio parlare ai dotti per aver pagato troppo poco, della decima spettante
la legge di Mosè. Per quando, lo spirito mediatore si porge l’altra anima. Della
quale s’intende parte della guancia! Di chi, ricevette prima, lo schiaffo e,
daccapo all’anima, dell’essere uomo che appariva se stesso. Così gli pareva;
perché così sembrava a chi filosoficamente era anche scientifico. La parola
desta i ricordi; e potrà rimanere dentro il santo l’impressione d’aver perso un
po’ dell’anima ma in compenso ha comprato della buona merce. Viceversa il sostituto paga troppo poco per il peccato del mondo: fin
qui l’anima di qualunque ovunque assente al valore della conoscenza rischia
tuttora senza la parola della salvezza; che si trova nel vangelo la verità!
“Non essere pagato affatto. Ora per davvero lasciamo i difetti indietro e non
rischiamo di perdere tutto in questo terzo millennio, che possibilmente tutti
riconciliamo con amore di verità, il Vangelo del nostro unico capo Geova Esule
Dio dell’universo, ”L’Eterno Padre Celeste”. Conosciamo bene il nostro capo;
perché ciò che abbiamo comprato possa soddisfare la nostra anima. Non
soddisfano l’esigenza di chi scarta a priore il vangelo la luce la via della
legge della mediazione che il Signore venuto per morire come l’uomo naturale e
risuscitato come tale anche noi ci sveglieremo nella sua celebrità perciò
spendiamo tutto senza pentirsi d’averlo seguito nella luce dell’eterno spirito;
perché solo chi lo segue in tutto avrà speso bene la vita e il libero arbitrio
privilegiato dal Padre nostro. Indicativo è il sapere che ogni anima, è legata
per essere eterna: solo che ci sono due modi di concepire la vita del capo e
quella di Satana che è il male e determina molto in questa vita terrena.
Inparticolare, di questo, giubileo che: distruggerà per sempre lo spirito. Lui
non ha mai provato il piacere d’avere un corpo come l’anima d’Adamo ed Eva; e
l’altra umanamente certo se è stata vissuta fino alla fine del terzo millennio
vivrà lo spirito e il corpo in eterno con l’anima della trinità: padre figlio e
spirito Santo. Allora m’esce spontaneo il verso che chiude il sapersi
raggiungere la ragione con la fede di questo vivo vangelo del capo che
prudentemente nel deserto aggiunse qualcosa soppesando lo spirito di Satana
che: in preposizione dei due punti ricorda tuttora le parole concisamente ad
affermare quando quasi 2000anni fa sosteneva all’anima senza corpo di non
tentare il creatore di tutte le cose visibile e, invisibile. Ora, proprio per
ricordare, il riassuntivo. Di quanto, succintamente avrei dovuto scrivere; con
pochi spazzi le parole d’ogni espressione. Le quali mi spengono del superfluo e
vengo ad affermare quando e, quanto di superlativo si possa non dire senza
tempo all’anima umana; perciò senza aggiungere altro, il maestro viaggia per
andare nel ritorno e, daccapo.
Ripeteva: trattando
l’uomo con l’anima, senza corpo. Per spiegarsi; senza lo spirito Santo. Qual anima,
naturale. Ci somiglia al tempio di Dio. Trattava, con il più basso offerente;
poiché lui era materialista. Sarà la ruggine. Ben fa ad essere prudente se in
linea…aggiungiamo il puntino. Qual non ha prezzo, perché scriverlo per parlarne
non paga ciò che è molto, “caro”…lui la vende l’anima. Non aggiungi tu stesso
qualcosa per il rischio che corri; ma se facciamo in modo che questo non
raggiunge il corpo tempio del padre celeste. Vuol dire che noi abbiamo
abbastanza forza e saggezza di verità. Qual la fede tramite il vangelo
dell’Unigenito figlio: venuto a morire per noi sulla croce s’acquista
abbastanza come tante parole spese per qualcosa di meglio del semplice succinto
e conciso male d’abbattere niente se spendiamo poco e solo per i dotti
sapientoni e magari senza spirito di volersi salvare la pelle perché non
conoscono affondo la fede che l’unica speranza per tutti gli uomini brutti e
belli. Solo l’anima spirituale di Satana sarà definitivamente battuta; se
spendiamo bene il tempo che ci avvantaggia d’essere dentro un corpo naturale e
che ci permette a tutti di raggiungere l’infinito tempo di Dio. Ora acquistiamo
conoscenza per qualcosa superlativamente meglio del dio denaro; perché sia
fatta la volontà del padre. Glorifichiamolo - con la pace nel mondo e
universalmente con l’amore di Gesù Cristo. Chiudiamo questa lungaggine
superflua scrittura che succinta la verità del nuovo millennio. Le parole che
mi tornano nella mente in questo preciso istante….momento che, appartiene
all’ignoto scrittore che dedusse per il proprio lavoro dentro il settore di
pulizia in genere: solo alla tasca farebbe male il pulito in altri posti l’anima
pulita ti porta direttamente in paradiso. Pagare troppo non sarebbe giusto ma e
peggio pagare troppo poco perché mancherebbe di saggezza l’anima che pretende
d’ottenere tanto meglio senza dare in cambio niente. Non vuol affermare
falsando il pensiero che in verità ci sono scrittori che benissimo, sanno
trarre dall’Epitaffista di questi pensieri unici il meglio del pensatore! Ricordiamo
ai loro “signori” che, per davvero, sostengono tali letture; che sono bravi.
Fin qui, tuttora col succinto - la verità. Pochi o molti pensieri. Da far
rinascere, la conoscenza. Tramite, lo spirito - autore - di quest’unicità
millenaria. Dal principio, la fine del 2000. “Per avercela fatta. Di
sopravvivere, all’interprete… della parola bugiarda. Continuando con delle
poche e assai parole, parlate e scritte. Di Lui stesso. Per verità, scomposta
d’interesse spirituale - naturale e, daccapo, la vita.
Unica luce
verticalmente in cammino presso la madre terra, ove il giorno di tutti è orizzontalmente
con lo spirito che presto o tardi alle altre giornate dell’uomo - pellegrinerà
verso la madre stella Esule Geova Dio. E’ stata scritta per il momento, del
proprio cammino e, mondo in “Solo Voce”; perché morta l’anima naturale, lo
spirito, torna all’esistenza. Un’esistenza giusta, della parola. Qual viaggia;
tra i grandi e piccoli pensatori che l’accorpo io al momento. Qual pensa alla
materia di pensare alla vita infinita del tempo; spazio dell’unico Dio -
pastore universale delle anime umane. Delle quali anime, ariano per mondi sconosciuti
dagli estremi figlioli naturali. Oggi presenta come un onirico passaggio di
quello che è la morte è la vita e continua lo spirito conoscitivo dei cieli, di
sognare come questo naturale vivente, il padre spirituale d’ogni
interpretazione per credere senza lì com’e senza lì perché sé immortale dacché
sì nasce.
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