sabato 27 settembre 2014

E pare che: Il papa Giovanni XXXIII vociferava.

 Irradi parole intorno a questa bontà e penetri su ogni spazio, dove c’è un corpo umano come me e ti che adesso stai pensando di fermarti a leggere la mia scopiazzata e costruita così come arriva a ruota libera. La curiosità ti prende e allora meglio fa l’anima continuare, scoprendo l’autore autentico che è in l’ego dell’io e di s’é. In altre parole scriviamo il nostro e non più la loro parte umana che è forma di vita individuale in tuta la contraddizione che c’è perché è sociale la cosa. Bene! La bontà è una cosa, l’altro è il dovere esplicito che viaggia per tutti quelli che portano informazioni di come un tempo, e pare che: il papa Giovanni XXXIII vociferava. E’ sottinteso, perciò rivolgendomi a quel tempo che vive tuttora nel classico mondo della letteratura universale, affermiamo con leggerezza e pensa per l’ora del giorno a scrivere da parte mia il ragionamento. E per mia fortuna ricorda che fa la differenza sull’uomo di donna. Concetto un po’ strampalato ma molto perspicaci direi da parte mia e di chi mi sta continuando a dare ragione leggendo. E a parte questo contraddittorio io non ci credo più neanche a questo s’è di me stesso. Che scrive per far meglio leggere il paradosso dell’io; è che tu anima di lettrice come il Signore sei vicino a noi lo spirito. Vale a dire umano con due corpi appunto carneo sangue e spirito dell’osso personalizzato per consolare. Detto, questo capiamo comprendendo lo spirito santo e, c’è che possiamo volendo imparare dalla sua parola trasmessa con amore essere più umano – somigliando a te lettore lettrice consolatore come Cristo d’umanità. E non è facile assumere con questa parola gli accordi generali di come consolare con l’amore e senza l’arte del saper fare. Fin qui si scrive dai tempi antichi che senza amore è come l’arte propria di chi è solido nelle amarezze. Fin qui, si capisce - spero che parli io: di accordi generali e rientrando nello specifico di come io voglio portare a far capire c’è Gerusalemme. Ecco perché scrivo a te per me nello specifico, detta di come adesso tu hai letto. Che: consolare senza amore e mi ripeto sono come l’arte che intristisce e non porta sentimento di salvezza ai nuovi avi. Perché non nasce dal cuore, ma dallo studio, dalla lettura di tanti libri o d’ascolto di qualche conferenza a chi si affatica a sentire senza quel sentito religioso sentimento a credere in un qualcosa di magico, come: nel vedere, il sentito di come sopra detto. Un sentito che arriva con il credere, anche se non sempre puoi fare a meno. Fin qui, è capace di consolare come la fede presente nel miracolo del nostro Salvatore Signore destato dai morti tramite la croce. 

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